La Mandragola (produzione 2015)

La rivisitazione teatrale in questione si presenta al pubblico come un adattamento, in lingua dialettale, dell’opera omonima, attraverso uno studio del genere della commedia dell’arte. I personaggi creati dal Machiavelli, infatti, risultano facilmente accomunabili e adattabili alle maschere del repertorio della commedia dell’arte: nella figura di Sirio, ad esempio, si può facilmente riconoscere un simpatico Pulcinella, in Messer Nicia, invece, traspare la figura goffa e ingenua del dottor Balanzone, in Ligurio l’astuto Arlecchino, in Callimaco un temerario capitano.. e così via. I personaggi dunque, reciteranno mascherati e regaleranno alla vicenda quei toni comici e gioviali tipici del genere in questione, orientando la narrazione ad una rappresentazione leggera e dinamica. La scena manterrà i canoni della commedia dell’arte, i personaggi saranno interpretati secondo le caratteristiche di movimento e di espressione volute dal repertorio, la scenografia prevederà, come da tradizione di questo genere teatrale, un dipinto su telone come sfondo dell’intera rappresentazione. 
Colonna Sonora dello spettacolo saranno le musiche tratte da “8 e mezzo” e “Amarcord” di Fellini, con l’intento di riprendere un clima e una sonorità tipica dell’arte circense e del teatro in maschera. Non mancheranno infatti, all’interno della rappresentazione momenti di sola espressione corporea e musicale con l’intento di mantenere la linea di un teatro molto corporeo.

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