La Bisbetica Salernitana (produzione 2014)

 

La messa in scena de “La Bisbetica Salernitana”, nuovo lavoro teatrale della compagnia la Ribalta, si presenta al pubblico attraverso un progetto di regia arduo, a tratti provocatorio e talvolta con l'obiettivo di istigare lo spettatore.

 

Il progetto della regista Dott.ssa Valentina Mustaro intende mettere in evidenza il volto ambiguo dei personaggi shakespeariani, ossia la loro duplice valenza: personaggi maschili che nascondono latenti aspetti femminili e personaggi femminili con caratteristiche chiaramente maschili.


 

Da qui l’idea della regista, mediante nuovi esperimenti scenici, di far interpretare alcuni dei personaggi maschili da attrici, provando a giocare con leggerezza tra il 'maschile' e il 'femminile' che in questa messa in scena si fondono, ma anche e soprattutto si confondono, continuamente.

 

Lo stesso personaggio di Bianca, che rappresenta apparentemente ciò che nell’immaginario comune è quanto di più “femminile” ci possa essere, viene interpretata volutamente da un uomo; non in modo caricaturale, bensì nel pieno rispetto di quel femminile che, senza forzature o parodie, si nasconde in ogni uomo.

 

Nella grande battaglia per la conquista dell’amore infatti, “non vi è alcuna differenza tra uomini e donne; tutti combattono ugualmente, ciascuno con le proprie armi”.

 

In questa mescolanza tra maschile e femminile, si contraddistinguono le figure di Don Pasquale e della Bisbetica, Caterina. Questi due personaggi, considerati così obsoleti e lontani dalla normalità che appartiene agli altri, sono i soli a possedere la genuinità del pensiero e delle azioni.

 

Essi combattono apertamente e ad armi pari, si riconoscono reciprocamente ma ognuno gioca la propria partita, occupando il ruolo con dignità e rispetto dell’altro. Nella loro battaglia, poco importa l’essere uomo o donna, conta ciò che si è e ciò che si vuole ottenere, ossia la conquista e la vittoria.

 

A fare da cornice alla storia non potevano mancare i servi: personaggi comici, fedeli e leali, stupidi o furbi. Compagni di avventure che aiutano i propri padroni e che con le proprie azioni regalano alla vicenda nuovi e inaspettati risvolti.

 

Il testo teatrale de “La Bisbetica Salernitana”, liberamente ispirato alla celebre opera shakespeariana, è stato completamente riscritto in dialetto salernitano. Una scelta voluta fortemente dalla regista Dott.ssa Valentina Mustaro e Andrea Pignataro, autori dell’opera, allo scopo di riportare alla luce e magari anche di valorizzare il dialetto della nostra città.

 

In pochi, infatti, conoscono il dialetto salernitano e sempre più spesso lo considerano come accomunato a quello napoletano, sebbene esista in maniera indipendente, caratterizzato da alcune cadenze, terminologie e musicalità che sono unicamente salernitane.

 

Restano di stampo shakesperiano l’ambientazione, rigorosamente in stile seicentesco: la vicenda infatti si svolge nella Salerno di quegli stessi anni.

 

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