Spettacolo "La Scuola delle Mogli" in scena 6-7-13-14 dicembre

Pubblicato da Valentina Mustaro il 24/11/2014ultimo aggiornamento il 24/11/2014

Spettacolo

Il tema della commedia, ritenuta in parte autobiografica, è il contrasto maschile tra la gelosia e la ragione; protagonista è il personaggio di Arnolfo, un uomo irrazionale  deciso a sposare Agnese, una giovane educata fin da bambina alla più profonda ingenuità e semplicità. Egli infatti è convinto che solo le donne educate, istruite e mondane siano in grado di tradire un uomo,  invece la ragazza che sta per sposare è talmente ingenua e semplice da non poter nemmeno comprendere la possibilità di tradire. Sarà invece  questa stessa ingenuità a farla cadere nelle braccia di un'altro uomo proprio perché "semplicemente" innamorata. Molier attacca con arguzia la morale dell'epoca, rendendosi  oggetto di scandalo ai suoi tempi. L’autore infatti  mette alla berlina tra le righe del racconto i modi, le consuetudini e le convenzioni della società del suo tempo, con particolare attenzione all'universo femminile e alla considerazione della donna allora, valutata "poco più di un animale domestico."

La messa in scena intende sottolineare il messaggio nascosto dell’opera di Molier dando pieno spazio alle “donne del racconto” che diventano protagoniste. Arnolfo infatti oltre ad Agnese, deve misurarsi costantemente con le sue tre serve: Angelica, Belinda e Pernella. Le tre donne, non previste nel copione originale ma inserite nella mia rilettura, si presentano come personaggi caricaturali e ironici; esse mascherano dietro una apparentemente fragilità e subordinazione al loro padrone, giochi di derisione e ironia contro lui ridicolizzando apertamente  le sue cocciute ostentazioni di  potere e ragione.

 La figura della donna dunque viene presentata al pubblico come colei che con la sua sensibilità ed intelligenza ,  sa ritrovare la  forza per affrancarsi dalla sua condizione e conquistare autonomia e dignità.

 

Durante le fasi di allestimento il gruppo è stato condotto alla creazione scenica partendo non dal testo, bensì dai contenuti e messaggi in esso nascosti.  Sviluppando una regia ricca di trovate sceniche e tecniche di interpretazione lo spettacolo  fa leva sulla risonanza che i contenuti possono rievocare nello spettatore e sulla potenza delle immagini, dei movimenti, delle espressioni forzate e dei suoni.

Valentina Mustaro

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